ad cash

Visualizzazione post con etichetta Neorealismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Neorealismo. Mostra tutti i post

4 gennaio 2022

I giorni contati - film del 1962 diretto da Elio Petri.

Cesare, "stagnaro" romano, assiste in autobus alla morte per infarto di un passeggero. Impressionato, decide, da un giorno all'altro, di lasciare l'occupazione e riprendersi in mano l'esistenza. Comincia così un cammino che lo porta in luoghi precedentemente a lui negati come mostre d'arte, aeroporti, stabilimenti balneari, o alla ricerca degli affetti e dei luoghi (il paese natale) perduti con Paolo Ferrari, Vittorio Caprioli, Lando Buzzanca, Regina Bianchi, Franco Sportelli .

19 gennaio 2021

Domenica d'Agosto - Regia: Luciano Emmer (1950)

Come, nelle domeniche di Agosto del 1949, il popolo romano si riversava sulle spiagge del litorale di Ostia. Storie disparate di felice, triste o ordinaria quotidianità. Commedia dai toni accesi, divertente come intrattenimento, leggermente distorta dalla concatenazione tra i vari episodi. Luciano Emmer fa il ritratto di un epoca lontana, ricca o povera ma ugualmente felice, dove tutto ciò che si possedeva, anche poco o nulla, era comunque tesoro. Visto oggi concede motivi malinconici, per il tempo rapido che passa e per quella genuina festosità, anche un pò sciatta, nel contemporaneo ormai scomparsa, mai più riproponibile. Uscito nel 1950 con lunghe file ai botteghini. Di successo anche all'estero.

Il mulino del Po - di Alberto Lattuada, 1949

 

Sulle rive ferraresi del Po, celebrato il matrimonio tra Berta Scacerni e Orbino Verginei, le due famiglie entrano in conflitto. I Verginei bruciano un mulino usato dai Scacerni e poi aderiscono alle lotte socialiste contro il padronato terriero. La fame si fa sentire e la faida ben presto tramuterà in tragedia. Lattuada stronca definitivamente il metodo del ventennio fascista, quello comunemente riconosciuto come ´cinema calligrafico´ e fa un film possente, di chiara matrice realista, impresso nel timbro delle prime rivolte sociali contadine, proposto in differenti piani illustrativi che abbracciano nell'intervallo prettamente storico della vicenda, le sue regole e il suo valore.

La città dolente - Mario Bonnard (1949)

Durante la fuga di massa degli italiani residenti a Pola, in Istria, città vergognosamente assegnata alla Jugoslavia dal trattato di Parigi, un operaio decide di rimanere, illuso dagli slavi che gli assicurano la proprietà di un officina. Scoperto l'inganno, protesta, lascia partire per Trieste moglie e figlio, finisce in campo di concentramento, fugge in barca verso l'Italia, ma è raggiunto dalla guardia jugoslava che lo falcia a mitragliate.

Cielo sulla palude (Maria Goretti) Film completo - 1949

Cielo sulla palude è un film di Augusto Genina del 1949, ispirato alla vicenda di Maria Goretti. Vinse il Nastro d'Argento al miglior regista. 1902, Nettuno, provincia di Roma. Ultimi giorni di vita di Maria Goretti, contadina dodicenne uccisa da un giovane locale, ossessionato perchè rifiutato dalla ragazzina, che lo perdonò in punto di morte. Maria Goretti fu dichiarata beata nel 1938 e proclamata Santa e martire da Papa Pio XII nel 1950. L'assassino, Alessandro Serenelli, condannato a 30 di galera, uscì di prigione dopo averne scontati 27; pentito e convertito, si ritirò in un monastero come guardiano e morì a 88 anni, nel 1970. Raro caso di neorealismo cristiano, che esalta le virtù cattoliche e infuoca il dramma nello sconforto nero della miseria, dove persino i più indigenti non fraternizzano tra loro, ma gareggiano nel contrasto continuo. Notevole per impianto di base, dove l´Agro Pontino, non ancora del tutto bonificato, si manifesta desolante ritratto di mestizia ed estrema povertà. Come da prassi del periodo, attori al completo non professionisti; contadini per davvero reclutati sul posto. All'epoca, gran successo di pubblico. Premio internazionale a Venezia per Augusto Genina e Nastro d´Argento come miglior regista dell'anno. Rifatto per la TV da Giulio Base nel 2002.

18 gennaio 2021

Senza pietà - 1948 Regia: Alberto Lattuada

In Toscana, ragazza, disperata per la perdita del figlio appena nato, alla ricerca del fratello disperso, finisce in prigione e poi sotto le grinfie di uno sfruttatore della prostituzione. Conosce un sergente di colore americano, tra i due nasce l'amore che non ha tempo si esistere, poiché lei rimane uccisa in uno scontro a fuoco. Malgrado Lattuada non si riconobbe mai nel neorealismo, il film assorbe tutte le tematiche di corrente e, in uno sviluppo dispiegato da situazioni estreme, ancor più avvelenate dal clima fosco del genere criminale americano, di gran presa nel periodo, sviluppa i suoi toni acerbi in funzione di un torbido melodramma posto a richiamo del concetto razziale e sull'impossibilità da parte dei deboli di ribellarsi al regime malavitoso, a sua volta catapultato nel disegno sociale, argomentato da indigenza, rovina e disperazione, radici sorte ad effetto dal periodo post-bellico.

Sotto il sole di Roma - Regia di Renato Castellani (1948) con Alberto Sordi

Roma periodo bellico - Ciro, diciassettenne, figlio di una guardia notturna, residenti presso la Basilica di San Giovanni, passa le sue giornate oziando con gli amici del quartiere, con frequenti bagni alla marrana, caratteristico ruscello della campagna urbana. Presso il Colosseo vive un tale Geppa, così chiamato per la sua buffa capigliatura che ricorda quella di Mastro Geppetto, un povero ragazzo che si guadagna da vivere raccogliendo e rivendendo cicche di sigarette. Iris, sua coetanea e dirimpettaia, è da sempre innamorata di lui ma puntualmente respinta.

Ladri Di Biciclette 1948 Film Completo ita (Vittorio De Sica)

A Roma, nell'immediato dopoguerra, padre disoccupato con moglie casalinga, ottiene dall'ufficio di collocamento il lavoro di attacchino comunale; ma serve la bicicletta. La riscattano dal monte dei pegni in cambio di alcune lenzuola, ma nel primo giorno di lavoro gliela rubano. Dopo l'infruttuosa denuncia alla polizia, padre e figlio piccolo iniziano una personale ricerca tra le strade di una città insensibile e avversa. Non la trovano e lui, disperato, prova a rubarne una, ma gli va male; sconsolato, prende la strada della rassegnazione. In un'ipotetica scala di valori, assieme a Roma città aperta (1945), è da considerare tra le alte vette del neorealismo italiano.

Riso amaro - film del 1949 diretto da Giuseppe De Santis. in #streaming


Regia/Director: Giuseppe De Santis
Soggetto/Subject: Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Gianni Puccini
Sceneggiatura/Screenplay: Corrado Alvaro, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Carlo Musso, Ivo Perilli, Gianni Puccini
Interpreti/Actors: Vittorio Gassman (Walter), Silvana Mangano (Silvana Melega), Raf Vallone (Marco Galli), Doris Dowling (Francesca), Checco Rissone (Aristide), Nico Pepe (Beppe), Adriana Sivieri (Celeste), Lia Corelli (Amelia), Maria Grazia Francia (Gabriella), Dedi Ristori (Anna), Anna Maestri (Irene), Mariemma Bardi (Gianna), Maria Capuzzo (Argentina), Isabella Zennaro (Giuliana), Carlo Mazzarella (Mascheroni), Ermanno Randi (Paolo), Antonio Nediani (Nanni), Mariano Englen (capo monda), Manlio Mannozzi, Attilio Dottesio

Cinema e mafia - In nome della legge - film del 1949 diretto da Pietro Germi.

Sicilia, 1948: Guido Schiavi, un giovane magistrato di Palermo, viene inviato come pretore a Capodarso (che corrisponde nella realtà a Barrafranca), paesino siciliano in provincia di Enna e, per amore della giustizia e della legalità, si trova costretto a combattere contro varie ingiustizie sociali. Il suo zelo lo porterà a scontrarsi contro un notabile, il barone Lo Vasto e contro la mafia, rappresentata dal massaro Turi Passalacqua e dai suoi uomini. Tutto ciò contornato da una realtà omertosa e fortemente diffidente che non fa che ostacolare il suo lavoro. Solo contro tutti, appoggiato unicamente da Grifò, il maresciallo della locale stazione dei carabinieri, e dal giovane amico Paolino (la cui barbara uccisione lo convincerà a rinunciare alle dimissioni appena presentate), condurrà fino alla fine la sua battaglia che consiste non solo nell'applicare la legge ma anche nell'insegnarne il valore.

Germania, anno zero (1948) Regia: Roberto Rossellini

 

Cessate le ostilità, nel 1946, a Berlino, ridotta in macerie dai bombardamenti alleati, Edmund, tredicenne, vaga per la città alla ricerca di sostentamenti per suo padre, gravemente ammalato e per la famiglia disagiata, con il fratello nazista ricercato e la sorella che si prostituisce. In un impeto di disperazione, sollecitato dall'ex insegnante pedofilo, sostenitore dell'eutanasia, uccide il genitore e poi si suicida lanciandosi dall'alto di un palazzo diroccato. Dopo Roma città aperta (1945) e Paisà (1946), è l'ultimo film neorealista di Rossellini, il meno conosciuto, ma non per questo inferiore ai precedenti. Il regista concede spazio al dramma sociale, ma focalizza l'attenzione sulla figura del ragazzino, personificazione della solitudine e della disfatta umana, la cui vita non è sottratta dal gesto estremo, ma dal tragico declino che lo ha condizionato.

Fuga in Francia (1948) Regia di Mario Soldati

Terminata la guerra, ex comandante fascista ricercato per crimini di guerra, tenta di espatriare in Francia, assieme al figlio piccolo fuggito dal collegio. Nascosto in una locanda di confine, è riconosciuto da una cameriera, ma lui la uccide prima che possa dare l'allarme. Poi si unisce ad alcuni operai decisi ad emigrare clandestinamente, ma è rintracciato dalla polizia e arrestato.

Assunta Spina (1948) Regia: Mario Mattoli

 

Michele, macellaio, rinchiuso in carcere per aver sfregiato in un impeto di gelosia la sua donna, Assunta, dai lei strenuamente difeso al processo, apprende che il cancelliere, innamorato, la corteggia. Quando esce di prigione l'affronta e l'uccide; la donna, per salvarlo, si addossa la colpa dell'omicidio. Terza versione cinematografica, dopo i due muti del 1915 (con la grande Francesca Bertini) e 1929 (Rina De Liguoro protagonista), tutti ricavati dall'omonimo dramma teatrale in due atti di Salvatore Di Giacomo (modificato dal suo romanzo a modello di commedia scritto nel 1888), prima rappresentazione in stretto dialetto napoletano (incomprensibile ai più) nel 1909 al Teatro Nuovo di Napoli. La rielaborazione di Eduardo De Filippo è schietta e sincera; dramma nel dramma, che pone al centro la figura di una donna (magistrale interpretazione della Magnani) tenebrosa e ossessionata dal sentimento, vigorosa e decisa, capace di qualsiasi cosa pur di difendere il suo uomo, geloso e brutale, fino all'estremo sacrificio: addossarsi il delitto da lui commesso.

La voce umana - Il miracolo (L'amore) Regia: Roberto Rossellini (1948)

 

Due cortometraggi. 1º) La voce umana: una donna, sola in casa e disperata, passa l'intera notte al telefono, per l'ultima volta, con l'uomo che ha deciso di lasciarla. 2º) Il miracolo: in aperta campagna, una pazza, violentata da un pastore vagabondo, si convince che questi è San Giuseppe, il suo protettore. In paese nessuno le crede; ben presto, diventa oggetto di scherno spietato. Dopo Roma città aperta (1945), Rossellini omaggia la grandezza di Anna Magnani, nel periodo sua compagna nella vita, dedicando a lei due cortometraggi, girati in tempi diversi e poi riuniti in un solo film per esigenze di distribuzione. Inno all'amore visto in ottiche separate. Il primo episodio (tratto dall'atto unico ´La voix humaine´ di Jean Cocteau, in scena a Parigi nel 1930) è la rappresentazione disperata di un amore perduto, dove la donna, cosciente della situazione ormai irreversibile, avvilita, piange al telefono con l'ormai suo ex uomo, ma infine si rassegna.

L'onorevole Angelina - Regia: Luigi Zampa con Anna Magnani (1947)

Angelina, popolana madre di cinque figli e moglie di un brigadiere, guida la ´rivolta delle donne´, prima all'attacco dei depositi alimentari, di proprietà di un affarista che si è arricchito con la borsa nera durante la guerra, poi all'occupazione di alloggi in mano a uno speculatore immobiliare. Spinta da più parti ad entrare in politica, ci prova, ma gli squali del Parlamento la respingono e la fanno pure arrestare. Quando esce, pur acclamata, decide, disgustata, di ritirarsi da ogni azione. La vena polemica di Luigi Zampa e il suo micidiale cinismo nel rappresentare le disuguaglianze collettive, qui non coglie il segno. Commedia populista di tono borgataro che non sfonda come denuncia sociale, piuttosto si abbarbica a modello di una lunga omelia di carattere disimpegnato. Scomodo nel rappresentare la donna battagliera e capopopolo (idea all'epoca innovativa), tradisce le attese con un finale accomodante, tutto casa e famiglia, espresso in funzione dei tempi correnti, dove solo l'uomo ha diritto e funzione di responsabilità. Film ad ogni modo gradevole, senza soste, interpretato dalla grande Anna Magnani con spirito di parte e vero senso realista.

Il Delitto Di Giovanni Episcopo - Regia: Alberto Lattuada Film completo in streaming (1947)

Mite impiegato, debole di carattere, dopo aver sposato una donna di male affare, si fa sottomettere da un losco avventuriero, compare della moglie, che continuativamente lo perseguita. Decide di lasciar correre fin quando, stanco di subire prepotenze, medita vendetta. Il pregio, ma in taluni casi, anche il difetto, di questi film italiani dell'immediato dopoguerra sta nella scrittura delle storie, dove lo script è redatto da un vero esercito di sceneggiatori, il più delle volte di differente estrazione culturale, se non ideologica, con risultati, pur espressi con viva forza del sentimento, spesso non aderenti al progetto iniziale. In questo caso, il quintetto Lattuada-Cecchi D'Amico-Tellini-Fellini-Fabrizi, segue la logica del romanzo giovanile (del 1881) di Gabriele D'Annunzio, lo intensifica, ammoderna e infine trova accordo su tutto: dall'impostazione, alla messa in scena, alle tematiche pessimiste espresse nel conflitto tra il buono e il maligno; in questo caso dell'uomo fragile che ha smarrito la dignità, ingannato dalla donna che ama e sottomesso dal falso amico malvagio. Disperata caduta all'inferi di un individuo umiliato, incapace di reagire.

Caccia tragica (1947) di Giuseppe De Santis

In Emilia, nel 1945, terminata la guerra, banda di malviventi infesta la bassa Pianura Padana attraverso sanguinose scorribande compiute, tra furti e sequestri di persona, ai danni delle comunità agricole. Ai carabinieri che gli danno la caccia, si unise un gruppo di agricoltori. Documento, quasi un affresco di tenuta epica, sulle lotte contadine nell'immediato dopoguerra. Strizzando l'occhio al cinema d'azione americano, anche nello score musicale, Giuseppe De Santis, al suo esordio da regista, sostiene la sua naturalità stilistica attraverso un film duro e realista, il cui contenuto conta poco rispetto alla forza penetrante della narrazione, sviluppata in seno a vicende individuali concentrate in un'ampia costruzione d'insieme e in un complesso di elementi vincolati tra loro. Grande utilizzo della cinepresa, articolata in movimenti di grande respiro, con ampio uso del paesaggio naturalistico, ma ugualmente attenta a ricavare solitudine e sconforto da ogni singolo personaggio. Finanziato dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, non senza lievi ingerenze di ordine produttivo.

Vivere in Pace - To LIve in Peace Regia: Luigi Zampa (1947) ENG SUBS

Nel 1944, in un paesino al confine tra Umbria e alto Lazio, contadino ospita due marines statunitensi in fuga. A loro si unisce un soldato tedesco fuoriuscito, completamente ubriaco, che fa subito comunella con uno dei americani, anche lui brillo. Quando la sbornia è finita, iniziano i guai. Come recita il titolo, la morale sta nel vivere in pace, nella comunanza e amicizia, negata dal senso di superiorità e presunzione, che portano inevitabilmente all'odio e poi alla guerra. Commedia di tono paesano, ricca di sarcasmo, grazie alle interpretazioni di Aldo Fabrizi e Ave Ninchi, che nasconde le pieghe del dramma fino alla seconda parte del film, quando il registro narrativo cambia aspetto di colpo, per trasformarsi in tragedia. La critica americana lo considerò opera di grande valore comunicativo e il Film Critics Circle di New York lo premiò come miglior film dell'anno.

Il Sole sorge ancora, Diretto da Aldo Vergano, (1946)

 All'indomani dell'8 settembre, nel fuggi fuggi generale, con diserzioni di massa nell'esercito italiano, in molti aderiscono alla lotta partigiana; altri, impauriti, cercano disperatamente di salvare le proprie rendite. Nella provincia milanese, a Castellazzo di Bollate, uno sbandato si unisce alla Resistenza, fugge sui monti mentre in paese i nazisti saccheggiano a volontà.

Sciuscià - Diretto da Vittorio De Sica (1946) Eng. Subs

 A Roma, due ragazzini, amici per la pelle, sognano entrambi di possedere un cavallo bianco. Sbarcano il lunario come lustrascarpe e per arrotondare si infilano in piccoli traffici illeciti. Scoperti dalla polizia, rinchiusi in riformatorio, conoscono le dure realtà del carcere, fatte di violenze e ingiustizie. La loro amicizia si incrina, si dividono, si riappacificano ma litigano di nuovo; poi, quando uno tenta la fuga l'altro, involontariamente, lo fa cadere da un ponte, uccidendolo.