7 giugno 2011

Molise. Un racconto fotografico - di Folchi Mario, Paolantonio Nicola, Priston Antonio

Molise. Un racconto fotografico di Folchi Mario, Paolantonio Nicola, Priston Antonio

Un libro di pura visibilità? Certo, questo testo di sole immagini" potremmo considerarlo come un contro canto delle "parole", di quel tentativo di "scrittura a più mani" del testo "Molise, un paesaggio letterario". L'educazione alla "pietas" del proprio territorio culturale è quindi necessariamente "didattica del paesaggio": saperlo riconoscere, nelle qualità evidenti e latenti e nelle debolezze e degradi; saperlo desiderare infine, nei possibili esiti di azioni ri-costruttive, negli scenari dei futuri più auspicabili, sia materiali, di azioni economiche di sviluppo sostenibile, sia culturali, di azioni configurative di modellazione espressiva comprensibile ed accattivante." (Pier Paolo Balbo)

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Molise. Un racconto fotografico di Folchi Mario, Paolantonio Nicola, Priston Antonio

Libri - L'antico Sannio e l'attuale provincia di Molise

L'antico Sannio e l'attuale Provincia di Molise. Memorie topografiche, storiche, numismatiche, artistiche, letterarie, ecclesiastiche,ecc. (edite ed inedite), tip. De Matteis, Isernia 1889, ristampa anastat. Forni, Bologna,1980

Prezzo di copertina: EUR 54,00
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L'antico Sannio e l'attuale provincia di Molise - Alfonso Perrella

Libri - Musei e siti archeologici d'Abruzzo e Molise


Musei e siti archeologici d'Abruzzo e Molise

L’archeologia in Abruzzo e Molise può vantare alcune indiscusse punte di eccellenza, tanto nella conservazione dei siti, quanto nella musealizzazione e nella divulgazione dei risultati delle ricerche, per molti versi all’avanguardia.
Questa guida individua i principali musei e siti abruzzesi e molisani, conducendo il lettore alla riscoperta di un patrimonio affascinante e ancora in grado di riservare sorprese: dagli storici musei archeologici di Chieti, Teramo, Vasto, alle più piccole ma significative esposizioni locali e antiquarium, al singolare sito preistorico di Fossa, ai magnifici complessi templari italici come Pietrabbondante, agli spettacolari resti delle città romane come Alba Fucens o Sepino, la guida vi invita a ritrovare intatto il fascino della storia più antica.

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Musei e siti archeologici d'Abruzzo e Molise

Operazione “Slot machine”, nove arresti

Nove arresti tra cui quattro in carcere a Campobasso e cinque ai domiciliari. E’ il primo bilancio dell’operazione condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Campobasso e messa in campo dalla Mobile del capoluogo e dai carabinieri di Bojano. Un’indagine che abbraccia il periodo compreso tra il dicembre 2007 e il dicembre 2009.

E che ha visto la firma dell’ordinanza di custodia cautelare da parte del gip Giovanni Falcione. Cinque di loro sono originari della Campania ma residenti tra Campobasso, Isernia e Bojano. Si tratta dei tre fratelli Antonio, Gaetano e Luca Liotta di Bojano dei germani Mirko e Paolo Mercurio anche loro di Bojano, Giuseppe Petrillo di Benevento, Filomeno Moscatiello di Bojano, Giorgio Izzo di Isernia e Ciro D’Angelo di Napoli. Tutti arrestati tra le 4.30 e le nove di oggi. Hanno tutti tra i 37 e i 45 anni. Sette di loro sono accusati di associazione a delinquere semplice. Perché di mafioso avevano soltanto il modo di agire. Ma le indagini per capire se ci fossero effettivi collegamenti con i casalesi sono ancora in corso. Tutti rispondono anche di violenza con minacce. Ma c’è di più. In sei casi è contemplato anche il tentativo di estorsione, mentre in tre il reato si è materializzato. In un caso, nelle vicinanze del Comune matesino, c’è stata anche un incendio doloso. Questo perché il commerciante in questione non voleva tenere nel suo locale l’oggetto delle controversie. Una slot machine. Che apparteneva alla “Slot machine Molise”società con sede legale a Bojano. Le fonti di prova a sostegno delle indagini sono state fornite dalle dichiarazioni delle persone offese. Che incuranti delle pressioni subite si sono rivolte alle forze dell’ordine e hanno denunciato tutto. Segno che in Molise, nonostante la mentalità camorristica prende piede, ci sono ancora persone che hanno il coraggio di lottare per la propria terra. “Una dimensione economica – ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Campobasso Armando D’Alterio nel corso della conferenza stampa svoltasi questa mattina nel Palazzo di giustizia – che giustifica i reati di associazione a delinquere, violenza e minaccia per l’istallazione delle macchine da gioco, estorsione e incendio doloso”. Per gli arrestati questi sono i giorni della detenzione cautelare. Gli interrogatori di garanzia nei loro confronti dovrebbero iniziare domani mattina. Agli stessi, come ha già annunciato in conferenza stampa, oltre agli avvocati delle persone arrestate, ci sarà anche il procuratore Armando D’Alterio in persona.

Campobasso: operazione “Slot machine”, nove arresti | Il Nuovo Molise

Acqua e Sole ... ma dopo aver votato !



Acqua e sale" del duo Mina e Celentano trasformato in "Acqua e sole", un inno per sensibilizzare gli internauti ad andare a votare alla tornata referendaria del 12 e 13 giugno

Giunta Provinciale di Campobasso, gli effetti delle ammucchiate elettorali

Finita la festa, inizia la tempesta. E a dover calmare gli animi dovrà pensarci il presidente De Matteis. Un arduo compito che è la diretta conseguenza dell’aver messo in campo 14 liste per sostenere la coalizione di centrodestra. Sono i risvolti della competizione per le provinciali dove, dopo aver eletto ognuno un proprio candidato (eccezion fatta per il Pdl), inizia la guerra per le poltrone. Con questo clima sarà davvero difficile che il neo presidente de Matteis arrivi a domani con la Giunta già formata. A mettere i puntini sulle “i” ci pensano i due movimenti: Democrazia Popolare guidato da Lorenzo Cancellario e Molise Civile con a capo Stefano Sabatini. In particolare, Democrazia Popolare puntualizza: “La segreteria regionale, circa le consultazioni che ci saranno nei prossimi giorni per la formazione dell’esecutivo alla Provincia di Campobasso, ritiene di indicare come proprio assessore Franco Antenucci”. Fin qui nulla di strano. Ma la nota stampa ricorda che “ tutti i partiti hanno raggiunto un quorum, eccetto il Pdl, pertanto sarà necessario ricercare un criterio (che non potrà essere quello di un voto in più o di un voto in meno), che porterà alla definizione della squadra di governo”. E non è finita. La segretaria del movimento “non riconosce alcun accordo pre elettorale qualora ci fosse stato”. Ad alzare il tiro ci pensa, Stefano Sabatini di Molise Civile che si rivolge dritto ad alcuni partiti (Udeur o Fli?): “Non è possibile che partiti o singoli esponenti politici che non hanno partecipato alla definizione del programma e che fino a qualche giorno prima della presentazione delle liste non avevano ancora deciso se sostenere o meno De Matteis, oggi siano impegnati a pieno ritmo in una vergognosa rincorsa alla spartizione delle poltrone – che sia esso – un posto in giunta, nel sottogoverno e dovunque ci si possa ritagliare una prebenda per se o per gli amici”. Insomma, per Sabatini, chi come Molise civile porta avanti “un’altra maniera di fare politica” basata sui programmi. “Ma fino ad ora questo ci ha portato solo ad essere emarginati dopo aver sostenuto con successo ( essere il terzo partito su Campobasso) i candidati di centrodestra”. Insomma, Democrazia Popolare avverte De Matteis che ci dovranno essere motivazioni molto più serie per la scelta dei componenti dell’esecutivo, non una mera meritocrazia elettorale. Più duro invece il commento e l’avvertimento di Sabatini. Resta da vedere se il presidente di Molise Acque si riferisca al partito dell’Udeur, anche se il mastelliano Vincenzo Niro ha approntato l’alleanza con il centrodestra proprio puntando sull’inserimento di alcuni punti programmatici, oppure nel mirino di Molise Civile c’è l’atteggiamento di Fli che, proprio in questi giorni, sta intessendo un sottile rapporto con il presidente eletto.

Itinerari Sanniti: la via Minucia e la via Latina

La via Latina fu una delle arterie stradali più importanti del mezzogiorno anche quando perse la sua importanza di strada consolare con la caduta dell'impero romano.
Spesso si confondono i tracciati dei tratturi con le strade romane. I tratturi sono stati per millenni i percorsi della transumanza. Ma questi percorsi a volte avevano pendenze proibitive per il normale transito dei carri. Le strade romane seguivano grosso modo la direzione di questi antichi itinerari ma in molti tratti si discostavano dal loro tracciato per percorrere la stessa porzione di territorio in maniera più agevole.
La via Latina attraverso la valle del fiume Sacco collegava città del basso Lazio come Ferentium, Fregellae e Casinum odierna Cassino continuando fino a congiungersi alla via Appia presso Casilinum l'odierna Capua.
All'altezza dell'attuale paese di San Pietro Infine, la strada si diramava entrando nel Sannio attraverso il valico dell' Annunziata Lunga e continuando per Venafrum ed Aesernia. Inoltre tra le località attraversate c'era anche Macchia d'lsernia dove esisteva un'antica taverna oggi conosciuta come taverna Lemme dove fu rinvenuta una lapide con un'epigrafe ed un rilievo. L'epigrafe così diceva:
L. CALIDIUS EROTICUS SIBI ET FANNIAE VOLUPTATI V.F: COPO COMPUTEMUS. HABES VINI A.I. PANI A.I. PUIMENTAR A.II. CONVENIT PUELL A. VIII. ET HOC CONVENIT FAENUM MULO A.II. ISTE MULUS ME ADFACTUM DABIT

Questo antico personaggio, Lucio Calidio Erotico in viaggio con il suo mulo sulla via Latina transitò nei pressi della taverna sotto Macchia e vista l'ora tarda decise di fermarsi a mangiare e a dormire. Il giorno dopo chiese il conto all'ostessa Sannia Voluptate a questa gli rispose: il vino assi uno, il pane assi uno, la minestra assi due, l'intrattenimento della ragazza assi otto ed il fieno per il mulo assi due. A questo punto Lucio Calidio Erotico affermò: questo mulo mi manderà in rovina!. In basso all'epigrafe sono scolpite le figure dell'ostessa, di Lucio Calidio Erotico e del mulo. Questa iscrizione era forse murata nei pressi dell'entrata e serviva per segnalare la taverna all'attenzione dei passanti. Essa sottolinea l'effettiva importanza di quel tratto della Via Latina in un periodo di vita godereccia e spensierata in pieno clima augusteo. Attualmente il rilievo di Lucio Calidio Erotico si trova al Louvre di Parigi. Ma è ad Aesernia che la via Latina si univa alla via Minucia. Questa strada attraversava anche Bovianum, Saepinum per poi sconfinare in territorio campano passando per Ligures Baebiani odierna Macchia di Circello.
Qui un cippo miliario rinvenuto in contrada Campanaro e risalente all'età tetrarchica (inizi del IV sec. d. C.) testimonia un intervento diretto imperiale in un lavoro di risistemazione della via che proprio in questo periodo torna ad essere di vitale importanza per il collegamento tra Sannio ed Irpinia. Lungo il tratto successivo nel territorio di Aequum Tuticum altri miliari si sono aggiunti a quelli precedentemente rinvenuti lungo tutto il percorso della Minucia. Di particolare interesse è un cippo risalente alla metà del Il sec. a.C. fatto apporre dal console Marco Emilio Lepido o come altri credono successivamente da Caio Gracco.
Ma veniamo .alle fonti storiche. Cicerone in una lettera ad Attico nel 49 a.C. ricorda lo spostamento di coorti provenienti da Alba che si sarebbero mosse utilizzando quella che lui chiama Via Minucia. Più o meno contemporaneamente si colloca il celebre passo di Orazio in cui il poeta si pone il dubbio se per raggiungere Brindisi sia più comoda la Via Minucia o la Via Appia. Molto più interessante è il passo di Strabone, geografo e storico vissuto nel I secolo d.C. Nella sua Geographia egli fa implicita menzione di una strada che attraversa il territorio dei Peucezi, dei Dauni e dei Sanniti e chiama questa via in termine greco hemionikè (hodos) cioè mulattiera. Se Minucia corrisponde al greco hemionikè ci troviamo di fronte ad un'alternativa per la soluzione del problema della derivazione del nome. Resta il fatto che molti altri pensano che il nome derivi da quello di un Minucio che avrebbe curato la sistemazione della strada. Comunque tra i dati di natura più strettamente archeologica, i cippi miliari rivestono particolare importanza nella definizione del percorso della via Minucia. La maggioranza di essi proviene dal tratto Aesernia -Bovianum e si tratta di cippi risalenti al periodo augusteo.
Fonti storiche, residui archeologici, itinerari antichi ci danno un quadro unitario di questa arteria stradale ma continuano a suscitare anche una serie di problematiche legate alla topografia storica. Soltanto studi più approfonditi potranno risolvere enigmi secolari.

6 giugno 2011

Il Molise al top delle regioni italiane in fatto di efficienza energetica

Il Molise, insieme a Toscana e Umbria, svetta tra le regioni italiane con il migliore rapporto tra risparmio e consumi energetici. Sul podio la nostra regione occupa il terzo posto. Ultime, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Liguria. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da I-Com, Istituto per la Competitività, che ha valutato le performance delle regioni italiane, prendendo in considerazione i due strumenti principali per la promozione dell’efficienza energetica, cioè i certificati bianchi e le detrazioni fiscali, rapportandoli con i consumi di elettricità e gas registrati in ciascuna regione nel settore civile. Si tratta di interventi con forti ricadute positive che, secondo le previsioni dell’Enea, per quanto riguarda la detrazione fiscale del 55 per cento ad esempio, porteranno, entro il 2015, non solo a benefici monetari (pari a 10,6 miliardi di euro) ma soprattutto a una significativa riduzione della CO2 prodotta e a un incremento dell’occupazione. La situazione fotografata dall’Istituto per la Competitività evidenzia però anche delle criticità: in merito ai certificati bianchi emerge che il numero delle schede standardizzate messe a disposizione degli operatori non è adeguato agli obiettivi, mentre per quanto riguarda la detrazione fiscale, gli interventi di questo tipo sono ancora poco diffusi. E’ necessario quindi, secondo I-Com, che l’Italia si doti al più presto di un piano per l’efficienza energetica che indichi, per il 2020, oltre agli obiettivi da raggiungere anche gli strumenti e le risorse da mettere in campo per il loro conseguimento. Infatti, gli obiettivi fissati dall’Autorità per l’energia, che sono aumentati di quasi 30 volte rispetto al primo valore introdotto nel 2005, non possono essere raggiunti senza riformare l’attuale mercato dei certificati bianchi. Anche per questo motivo, negli ultimi due anni, si è registrato un eccesso di domanda di titoli, cosa che a breve renderà difficile il rispetto degli obblighi.

IV Salone della Comunicazione al via da Giovedi 9 giugno 2011

Un’edizione a passo con i tempi, un luogo di confronto privilegiato sui nuovi modi e i nuovi strumenti della comunicazione quella dello SMOC 2011 che, dal 9 al 12 giugno, presso i Grandi Magazzini Teatrali di Campobasso, punta i riflettori sulle innovazioni sviluppate dalle imprese e dalle pubbliche amministrazioni. Organizzato da Unioncamere Molise, l’Associazione “Il Bene Comune” e la Regione Molise, in collaborazione con la Camera di Commercio Industria e Artigianato di Benevento e l’Università degli Studi del Molise, l'Assostampa e l'Ordine dei giornalisti regionali, il Salone Molisano della Comunicazione di quest’anno è incentrato tutto sui nuovi metodi e sulle nuove tecnologie della comunicazione.
Un evento formidabilmente innovativo che aprirà stimolanti dibattiti, spunti di riflessione e occasioni di crescita professionale nel campo delle nuove frontiere della comunicazione (social network, business social network, Web Tv, augmented reality, mobile communication) e delle migliori pratiche di comunicazione apportate dalle innovazioni di prodotto e/o di processo in settori strategici (ICT, energia e ambiente, sanità, R&S, sport, amministrazione pubblica, alimentazione wellness). Davvero un’occasione da non perdere quella dello SMOC dato che, le molte aziende, gli enti e le scuole protagonisti dell’evento, attraverso questa preziosa opportunità, daranno dimostrazione di progetti innovativi di ogni genere, di come hanno saputo ottimizzare i costi ed offrire nuovi servizi per il miglioramento delle performance. Tre giornate ricche di momenti e spazi innovativi come l’Agorà della Comunicazione, loSpeaker's Corner, i videocurriculum, l’area Formazione, i Seminari e Convegni e i tanti altri Eventi dedicati all'intrattenimento, scoprili visitando il sito.

Molise Civile esprime il suo parere sulla composizione della Giunta Provinciale

“Non abbiamo alcuna intenzione di assistere inerti all’esecuzione di accordi para elettorali giocati sulle spalle dei cittadini e degli elettori” Questo il durissimo commento che il portavoce regionale di Molise Civile, avvocato Stefano Sabatini ha espresso al termine delle riunione del comitato direttivo del movimento. “Quanto sta avvenendo alla Provincia di Campobasso ha lasciato l'intero comitato direttivo esterrefatto - continua Sabatini - Non è possibile che partiti o singoli esponenti politici che non hanno partecipato alla definizione del programma di governo della coalizione di centro destra, che sino a qualche giorno prima della presentazione delle liste non avevano ancora deciso se sostenere De Matteis o meno, oggi siano impegnati a pieno ritmo in una vergognosa rincorsa alla spartizione di poltrone. Una spartizione che riguarda tutto quello che si ritiene si possa spartire: un posto in giunta, nel sottogoverno e dovunque ci si possa ritagliare una prebenda per se o per gli amici. Uno spettacolo deprimente al quale Molise Civile unanime ha deciso di dire di no. Il nostro movimento intende la politica in un altro modo, in un'altra maniera. Lo abbiamo testimoniato alle elezioni comunali di Campobasso e lo abbiamo testimoniato adesso alle provinciali. Noi lavoriamo prima sui programmi di governo, sulle necessità di soluzioni per i problemi dei cittadini e poi sugli uomini e sui posti di governo. Lo riteniamo un sistema sano, il metodo più giusto per fare politica ma questo sinora ci ha portato solo, una volta sostenuto con successo i candidati di centro destra, ad essere emarginati. E questo avviene ogni volta in favore di soggetti che dell'occupazione del potere fanno invece il loro unico ed esclusivo credo e metodo di azione. Ne abbiamo discusso al nostro interno e abbiamo deciso di denunciare questo incredibile stato di cose. Molise Civile è stato il terzo partito su Campobasso come numero di consensi, raccoglie la simpatia e il voto dei semplici cittadini, è fondato sull'impegno volontaristico di persone che credono in un nuovo modo di amministrare, non ha alle spalle questo o quell'assessore regionale. Tutti fattori che evidentemente sono distonici rispetto al modo di gestire la politica nell'ambito della nostra coalizione. E quindi ne stiamo traendo le dovute conclusioni. Se si continua a fare politica con l'unico obiettivo di accontentare gli appetiti di questo o quell'esponente politico e dei suoi seguaci, se il programma è l'ultimo pensiero, se le batoste prese a Milano e Napoli non hanno insegnato nulla, ebbene Molise Civile porrà anche il problema delle propria permanenza nel centro destra molisano. Per noi, che non abbiamo nulla da nascondere, per noi che non campiamo di politica non è certo questo il problema. Se c'è condivisione di ideali bene, se no ognuno per sé e Dio per tutti. Quanto sta avvenendo in questi giorni è triste e Molise Civile preferisce la libertà d'azione al subire spettacoli incomprensibili e deprimenti che ormai i cittadini, inclusi quelli molisani, non vogliono vedere mai più”.

Commercio, Massimo Romano presenta legge per la riduzione delle aperture domenicali.

Il Consigliere Regionale Massimo Romano, Presidente del movimento civico Costruire Democrazia, ha presentato una proposta di legge regionale finalizzata a ridurre da trentacinque a dodici le aperture domenicali dei centri commerciali.

“Ho votato contro la legge regionale 20/2010 che ha inopinatamente aumentato il numero delle aperture domenicali e festive fino a 32, con possibilità di ulteriori 3 giorni festivi e addirittura di ulteriori deroghe disposte su richiesta dei sindaci.

Ho votato contro, come spesso accade, anche contro la maggioranza dei colleghi di opposizione, perché ritenevo e ritengo ancora che si tratti di un provvedimento sbagliato sia sul piano economico che sul versante sociale.

Consentire le aperture domenicali e festive nel numero di addirittura 37 giornate è un fatto che mortifica gli esercizi commerciali dei centri urbani già duramente provati dalla crisi economica, nonché pregiudica il sacrosanto diritto dei lavoratori a godere del riposo domenicale e festivo da dedicare alle famiglie e soprattutto ai figli.

Rispondendo dunque ad una esigenza segnalate da numerose associazioni, anche cattoliche, nonché da alcuni sindacati e da categorie di commercianti, ho presentato una proposta di legge che contiene il numero delle aperture nel limite massimo di quindici, dodici più la facoltà di chiedere una deroga per non più di ulteriori tre giornate.

Voglio augurarmi che il Consiglio regionale approvi immediatamente il provvedimento per rispondere ad un bisogno sempre più impellente di migliaia di commercianti e di migliaia di lavoratori del comparto.”

La proposta di legge

Io Massimo Romano lo voglio in SeL !!

Il Cristianesimo nel Sannio

Il Cristianesimo, seguendo la legge generale della sua propagazione, penetrò nel Sannio tardi e lentamente. Non penso che nel Molise la creazione e il funzionamento delle diocesi e delle parrocchie sia stata differente dalle altre regioni, perciò propendo a credere che i corepiscopi
abbiano preceduto di secoli la parrocchia. I corepiscopi in fondo non erano altro che vescovi coadiutori, vescovi di campagna, dipendenti dal vescovo della città episcopale.
Inoltre i corepiscopi non sempre avevano ricevuta la consacrazione episcopale, pur avendone da principio la piena autorità, che però rapidamente andò declinando a favore dell'ordinario, fino a quando il concilio di Sardica del 343 proibì di mandare un corepiscopo nelle piccole località dove era sufficiente l'opera di un solo prete. Perciò considerò tutti i vescovadi del Molise, dipendenti in origine dal vescovo di Roma e solo posteriormente suffraganei di Benevento. Dopo Benevento, la cui importanza s'andò accrescendo rapidamente, non dubito nell'affermare che la diocesi più insigne fosse quella di Isernia. Essa acquistò singolari ricchezze, mentre la sua giurisdizione si ampliava fino ad annettere paesi già soggetti a quella di Venafro.
Che la diocesi boianese fosse già estesa all'agro della città di Campobasso, penso che nessuno possa affermarlo sicuramente, anche se resta incontrastato che Campobasso una volta caduta sotto la giurisdizione episcopale di Boiano non se ne ritrasse mai più. Caterve monastiche si diffusero ben presto nel Sannio e questa nostra contrada assistè commossa al levarsi delle piccole badie entro le quali gli oratori ad ore fisse innalzavano canti pacifici inneggianti a Dio, mai prima uditi nel selvaggio paese.
Intanto un grandioso avvenimento si era verificato alle porte del Sannio: alludo alla fondazione dell'Abbazia di Monte Cassino ad opera del patriarca di Norcia San Benedetto, nel 529. Da Montecassino nasceva Santa Sofia di Benevento mentre da questa possiamo dire che traeva
origine la badia di San Vincenzo al Vol turno. Così i monaci portarono, diffusero e consolidarono attorno a Campobasso la fede cattolica il cui magistero compivano, con solennità di riti, gli ordinari delle montane diocesi circostanti. A riguardo della fondazione di San Vincenzo al Volturno, questa è awenuta nel 703. La donazione ufficiale è del anno 712, quando Gisulfo depositò di persona sull'altare della badia, la pancarta dei privilegi accordati.
Inoltre in questo periodo si parla di sepolcreti che sarebbero esistiti a Campobasso nell'atrio della chiesa di San Giorgio e che sarebbero stati chiusi per ordine del pontificato romano. Bisognerebbe dimostrare che la chiesetta di San Giorgio esisteva, poi che San Giorgio aveva un atrio.
Che una chiesa dedicata al santo martire, oggi patrono di Campobasso, il cui culto fu trai più diffusi nell'oriente e nell'occidente, esistesse prima del mille nel nostro capoluogo, non si hanno documenti né per attestarlo né per negarlo. Di sicuro l'attuale chiesa di San Giorgio non può essere architettonicamente anteriore all'anno mille.

5 giugno 2011

I Referendum sono uno spreco di denaro ?

Secondo l'esimio signor Claudio Pian, vice coordinatore provinciale di Campobasso del PdL, il referendum sarebbe solamente uno spreco di denaro pubblico come ha ben evidenziato in questo articolo I referendum! solo spreco di denaro pubblico

“I 4 quesiti referendari che saranno sottoposti a chi si recherà alle urne la prossima settimana, rappresentano uno spreco di denaro pubblico, senza uguali, in un momento in cui serve senso di responsabilità. Irresponsabili sono le domande che vengono poste ai cittadini. Il referendum sul Nucleare ad esempio non esiste più, di fatto è NULLO”.

In una logica antidemocratica il ragionamento del signor Pian non fa una grinza, ma essendo l'Italia un paese democratico ogni manifestazione che richiama il popolo ad una pronuncia democratica non è uno spreco di denaro, altrimenti il ragionamento del signor Pian lo possiamo estendere ad ogni tipo di elezione che diventerebbero un inutile spreco di denaro.

Va aggiunto che il governo, amico del Pian, poteva certamente risparmiare abbinando i referendum alle elezioni amministrative, cosa che non si è voluta fare per far fallire i referndum infischiandosene del risparmio e della democrazia.

Per NOI il referendum non è uno spreco di denaro e andremo tutti a votare e voteremo SI alla faccia di Claudio Pian che da piccolo deve essere caduto battendo la testa su un comunista !

Fauna protetta - il Gheppio

Il Gheppio

Caratteri distintivi
Rapace di piccole dimensioni, è il falco più comune ed è uno dei più piccoli, appena 32-35 cm di lunghezza, per un'apertura alare che va dai 70-90 cm, il peso medio si
aggira intorno ai 120-280 gr. Il maschio ha la testa grigio-blu, dorso color castagno, ali con macchie scure e coda 'lunga e stretta. La femmina ha il dorso e la coda di colore bruno con macchie nere trasversali ed è leggermente più grande del maschio.
Distribuzione
In Italia è presente su tutto il territorio in maniera uniforme, pur mancando da alcune aree intensamente coltivate e antropizzate della Pianura Padana, della Toscana e della Campania. Nella nostra Regione è stazionario, di passo e una piccola parte anche svernante in ambienti aperti tra il livello del mare e i 600 m circa, ma il maggior numero di individui prosegue la migrazione verso il sud Italia.

Habitat Estremamente eclettico in termini di scelte ambientali. Presente in quasi ogni tipo di paesaggio, eccetto zone a copertura forestale densa o aree ad agricoltura estremamente intensiva. Predilige ambienti aperti, prativi, steppici alternati a piccoli boschi, pareti rocciose o edifici antichi abbandonati e zone abitate.

Abitudini
Generalmente di abitudini solitarie, il territorio di caccia viene esplorato da alti posatoi ed in volo. In questo caso il gheppio assume una posizione caratteristica detta dello "spirito santo": l'uccello si libra in volo ad una certa altezza dal suolo, rimane fermo, sbatte freneticamente le ali, apre a raggiera la coda e scruta il terreno in cerca di prede. Individuata la preda si butta in picchiata emettendo un grido vivace e penetrante.

Alimentazione
La sua dieta è molto varia: costituita prevalentemente da piccoli mammiferi, piccoli roditori, insetti vari. In campagna i topi costituiscono tra il 70% e l' 80% delle prede. Uccelli, pipistrelli e grossi insetti servono solo ad integrare la sua dieta. Il contrario avviene in città dove la dieta è dominata da uccelli, soprattutto piccioni e passeri.

Riproduzione
Costruisce il nido sui rami più alti degli alberi o in anfratti di pareti rocciose o di vecchi edifici, impossessandosi anche di nidi abbandonati da piccioni e corvidi. Tra aprile e maggio ha inizio il periodo riproduttivo cori un picco intorno alla metà di aprile. Vengono deposte da 3 a 6 uova con un'incubazione di 27-29 giorni. A metà luglio i piccoli sono in grado di volare, ma per riprodursi dovranno aspettare l'anno successIvo.
Fattori di minaccia e protezione
In Italia la specie ha uno status di conservazione sfavorevole a causa dei cali di popolazione. La principale fonte di minaccia è probabilmente l'intensificazione delle pratiche agricole spesso associata ad un' elevato uso di pesticidi con conseguente bassa disponibilità delle prede principali. Un altro fattore è costituito dalla perdita dei siti adatti alla nidificazione, causata dalle ristrutturazioni dei complessi rurali o dal loro abbattimento.
Specie non inclusa nella lista rossa, ma tutelata dalla Convenzione di Berna e Bonn allegato Il e SPEC 3. In Italia è particolarmente protetta dalla legge 157/92.

Antichi Mestieri - Il Setacciaro ( pillicciaro)

Fino ad un passato non troppo remoto, erano tanti i mestieri che costituivano un tessuto economico che dava la possibilità si vivere dignitosamente a tutti coloro che ne erano gli interpreti.

Il signore rappresentato il foto era un abile artigiano nella realizzazione di vari manufatti quali setacci e chitarre per la pasta fatta in casa, che ancora oggi vengono utilizzati e girando per fiere o mercati paesani è possibile trovarli.

Costruiva abilmente vari tipi di settacci, quali quelli utilizzati per pulire le farine oppure quelli per pulire i semi altrimenti detti crivelli oppure pellicci.

I setacci per le farine servivano per pulire le farine da varie impurità della macinazione.

I setacci per i semi che servivano e servono tutt'ora a pulire i semi (fagioli, ceci, cicerchie, granoturco, grano..) dalle impurità quali residui legnosi, terriccio, pietrisco, altri semi e semi non maturati e quindi non idonei per essere consumati e nemmeno per essere seminati in quanto non in grado di germinare.

Un altro manufatto abbastanza utilizzato ancora oggi, è la cosiddetta chitarra per la pasta fatta in casa e anche in questo il signor Trivisonno era un vero maestro.

Setacci per i semi (crivielli o pellicci)

4 giugno 2011

Dopo la disfatta del PDL Berlusconi potrebbe chiedere asilo politico al Contado di Molise

Dopo la controtendenza molisana con la presa della Provincia di Campobasso da parte dei berluscantes, il premier in disfatta chiederà asilo politico alla corte dei miracoli di Michele Iorio? Da quando l'indole guerriera dei Sanniti si è trasformata in corsa alle "investiture" con governi regionali e provinciali di destra a suffragio perpetuo, sarà il contado del Molise il rifugio di chi dovrà comunque abdicare dopo lo tsunami del risorgimento nelle megalopoli Napoli e Milano ed in molte altre piazze d'Italia?
La ormai nota vocazione dei mollisanes alla remissione totale di chi comanda, è divenuta tratto caratteristico sin dalla prima fase del Risorgimento, con la totale disaffezione all'idea dell'unità d'Italia e di tutto ciò rimangono ampie tracce storiche. La propensione al nepotismo politico delle genti molisane, trova ancor più conferme nei riscontri elettorali comunali, provinciali e regionali, rimanendo quasi dato statistico unico, neanche paragonabile alla realtà calabra che comunque offre un segnale di controtendenza col ballottaggio di Crotone. La partecipazione non rimane certo tratto distintivo dei mollisanes, e naturale sarebbe aspettarsi dalla corte suprema del regno di Michele Iorio, primo in esperienze di ribaltoni, l'accoglienza simbolica del cavaliere errante in dura disfatta. La dipendenza dalla "politica che comanda" della popolazione del contado, rappresenterebbe in sintesi uno dei segni caratteristici della predisposizione alla non partecipazione individuata in una terra che ha da sempre delegato. La classe politica dominante ha così ben coltivato l'indole al baratto dei mollisanes, e nella parziale assimilazione della marxistica "libertà dal bisogno", ha ancor più valorizzato l'arte del concedere con parsimonia, senza mai soddisfare del tutto, nell'ottica del coltivare le migliori promesse. Per tutto ciò probabilmente, il Berlusconi defenestrato, pur in controtendenza, potrebbe diventare nell'immaginario l'eroe in terra amica, gran salvatore del popolo ed uomo timoroso del comunismo e dei magistrati ad esso legati.
Il poema eroico continuerebbe all'infinito, in una terra che quasi nella totalità, nei tratti evidenti ha amato più servire che lottare per ottenere. Non a caso per la micro realtà dei turnantes della Fiat di Termoli, nulla o poco si fa per accrescere l'occupazione, coltivando oltre le "turnazioni del sopravvivere", fin quando il tutto dell'eredità imprenditoriale degli Agnelli assieme ai contributi statali per la continuità dell'occupazione, sarà trasferito sui mercati del lavoro americano. Malgrado il vento contrario, è normale quindi assistere alla presenza del centro destra nelle istituzioni maggiormente rappresentative della realtà molisana quali Regione, Provincia e numerosi Comuni. Dato che fa riflettere di fronte al panorama nazionale, in cui spira aria di cambiamento in un momento storico nel quale la dittatura mediatica stimola anche sentimenti xenofobi, proprio a distogliere dai problemi centrali e conclamati della Repubblica, quali la conservazione dei valori della Costituzione con tutto ciò che da essi deriva. Di qui la funzione di non supporto della coscienza molisana, che certo non sarà sentimento dell'ultimo Risorgimento d'Italia, nonostante il fallimento dei governi del cavaliere errante. Che ancora si dimena esorcizzando la funzione avversa dei media, speranzoso di trovare ancora asilo ideale e sostegno politico nel contado della terra degli antichi sanniti. Popolo guerriero che di se ha lasciato tracce disperse e certo non annuncia al momento sentimenti di rivalsa.
A novembre prossimo, al confronto delle regionali, sarà ancora una volta l'individualismo degli autocandidati del centro sinistra molisano a concedere ostello alle bramosie dello sconfitto d'Arcore, che in un mare in tempesta rincorre oltre miraggi di sopravvivenza ?

di Ermenegildo Iantomasi

La nomina di Morlacco, una bocciatura per Iorio

L’ “affiancamento”, a quasi due anni dal suo insediamento, del Subcommissario d.sa Mastrobuono da parte del dr. Morlacco rappresenta la clamorosa bocciatura di un’esperienza che ha disastrato la già precaria sanità molisana.


L’occasione fornita dal piano di rientro per costruire un sistema più razionale e moderno, efficace e realmente vicino alle esigenze dei cittadini è stata sprecata per una micidiale miscela di incapacità ed inettitudine gestionale, di una concezione politica della sanità clientelare e familistica, di persistenza di reti parassitarie e di rendite di posizione, di una complice subalternità del top management alle esigenze elettoralistiche del Presidente Iorio e della sua parte politica.
Il servizio pubblico è stato falcidiato da provvedimenti ad personam, dall’indifferenza per le professionalità operanti, dal blocco totale del turnover e da una politica di tagli orizzontali ed indiscriminati, senza peraltro che questo abbia prodotto alcun risparmio.
La paralisi amministrativa e lo stato confusionale, aggravato dalla persistenza di metodi che nulla hanno a che vedere con criteri di razionalità, meritocrazia, efficienza hanno messo in discussione i più elementari diritti alle cure da parte dei cittadini e mortificato costantemente le professionalità operanti nella sanità (risparmiando ovviamente quelle ben allineate col potere politico).
La stipula di convenzioni con privati e con strutture extra-regionali in deroga alla normativa vigente, oltre che ignare delle elementari norme di buon senso, è stata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare la pazienza del Ministro della salute e della sua struttura tecnica, stanchi probabilmente di essere preso per i fondelli ma non sufficientemente forte per disporre l’unica misura che potrebbe allontanare la sanità molisana dal baratro, e cioè la rimozione del Commissario e del Subcommissario.
L’ Associazione Medici Dirigenti ANAAO ASSOMED da anni predica al vento, inascoltato. La nostra costante fiducia nel sistema sanitario pubblico ed universalistico ci impongono, anche in questa occasione, di assumere un atteggiamento costruttivo. Se il nuovo Subcommissario lo riterrà opportuno troverà in noi un interlocutore attento ed aperto, non legato a logiche corporative o campanilistiche. Se invece penserà di proseguire nella strada già percorsa dai suoi “affiancati” non potremo che continuare nella tenace e costante opera di denuncia e di sensibilizzazione degli operatori e dei cittadini che ha contraddistinto il nostro operato in questi lunghi e durissimi anni.

ITALO MARINELLI - SEGRETERIA REGIONALE ANAAO ASSOMED

3 giugno 2011

Aumenta la disoccupazione giovanile in Molise

Secondo la Confesercenti molisana, la tendenza occupazionale non lascia molte speranze per i prossimi mesi. La Regione paga le conseguenze della gravissima crisi economica in atto, che colpisce soprattutto i piccoli esercenti, impossibilitati ad assumere.

Per quanto riguarda il tasso di occupazione, l'Istat afferma che a marzo, su base nazionale, è pari al 57,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali sia rispetto a febbraio sia a marzo 2010.

Nel Molise, il dato del tasso di disoccupazione giovanile nella fascia d’età 15-24 anni, è aumentato al 28,6%, salendo di 0,3 punti percentuali su base mensile e di 1,3 punti su base annua, dopo la ingannevole riduzione registrata a febbraio.

È un dato di fatto è che i giovani si trovano in una situazione particolarmente difficile nel mercato del lavoro. Il paradosso è che in alcuni settori, in particolare quelli dei mestieri detti "tecnici" e quelli connessi alle nuove tecnologie, si osserva una carenza di manodopera che provoca conseguenze disastrose per le prospettive di sviluppo.

Il direttore Regionale della Confesercenti dott. D’Agostino ha dichiarato che l’aumento dei prezzi in particolare dei generi alimentari come il pane dello 0,3%, la frutta fresca del 2,4% rispetto al febbraio 2010 e del carburante sta rendendo la situazione ancora più critica, tutto ciò non farà altro che rendere le famiglie sempre più povere.

2 giugno 2011

Fondovalle Rivolo, lavori verso il completamento “definitivo”

Nella mattinata di ieri l’ingegner Carnea, commissario incaricato del completamento dei lavori della fondovalle del Rivolo, dopo aver effettuato un sopraluogo sul cantiere, ha incontrato l’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Velardi , per informarlo sullo stato dell’arte. Le notizie sono molto confortanti: i lavori volgono finalmente a termine. Saranno, infatti, necessari solo altri trenta giorni lavorativi per il
completamento e la consegna dell’opera. Infatti, gli ultimi interventi riguardano la posa in opera del manto bituminoso, delle barriere di sicurezza e la segnaletica. L’apertura della strada al traffico verrà fatta a completamento di questi ultimi lavori e dopo la completa rimozione del cumulo di terreno che si è formato per effetto di un dissesto, che è stato contenuto e messo sotto monitoraggio con idonee apparecchiature. “ Sono molto soddisfatto – ha dichiarato l’assessore Luigi Velardi - perché è finalmente completato un asse stradale progettato da tempo e voluto
fortemente dai paesi della zona, che vengono agevolmente collegati con Campobasso.
La fondovalle Rivolo, costituisce, inoltre, una valida alternativa alla bretella di Ingotte, soprattutto in caso di interruzioni del traffico e nei mesi invernali, nelle occasioni di forti nevicate. Ma, al di là dell’indubbio valore infrastrutturale dell’opera, sono soddisfatto di aver finalmente dato esito alle aspettative della gente che da tempo aspettavano di poter percorrere questa arteria” . Nella mattinata di ieri l’ingegner Carnea ha ance incontrato una delegazione dell’Associazione degli Ecologisti Democratici del Molise guidata dal Vice-Presidente EcoDem Molise, Elisabetta Brunetti, e dal Vice-Presidente Commissione Lavoro, Michele Petraroia.
In questa occasione – si legge nel comunicato stampa della citata associazione - Carlea ha comunicato che entro i prossimi 30 giorni lavorativi si concluderanno i lavori dell’ultimo lotto della strada e se non nasceranno ulteriori difficoltà entrore il collegamento potrà essere messo a disposizione della comunità del Medio Molise. Comunque, è stato fissato già un nuovo incontro per fare il punto sull’evoluzione dei lavori per il 1° luglio prossimo.

Presentazione libro "Fotogrammi. Frammenti di cinema e dintorni"


Domani, 3 giugno 2011, presso la Biblioteca Albino di Campobasso verrà presentato il libro "Fotogrammi. Frammenti di cinema e dintorni" di Giammario Di Risio.
Molisano, classe 84, dopo una Laurea Triennale in Letteratura Musica e Spettacolo e una Laurea Magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo, conseguita con il massimo dei voti, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dall’13/04/2010 è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti (ordine regione Molise), Elenco Pubblicisti.
Dopo due importanti stage, quello realizzato presso la Fondazione Cinema per Roma, Ufficio Editoria, e, quello presso l’Ufficio Stampa dell’Ambasciata Italiana in Israele, con il progetto MAE – CRUI, Di Risio ha intrapreso la carriera universitaria come assistente del prof. Mauro Di Donato in “Cinema e audiovisivo” presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, facoltà di “Lettere e Filosofia”.
Da due anni collabora, inoltre, con “L’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo” di Roma.
In qualità di critico cinematografico e saggista, per il mensile di arte e cultura “Il Bene comune” e il quotidiano “Il Riformista” ha realizzato numerose interviste con grandi nomi del panorama letterario e cinematografico come Mario Monicelli, Stefanno Benni, Gad Lerner, Ari Folman, Samuel Maoz, Edwin Gordon, Toni Servillo, Enrico Lo Verso, Alessandro Angelini, Giuseppe Piccioni, Sergio Rubini, Miguel Littin, Valerio Mastrandrea, Guido Chiesa e Dan Muggia.
La sua prima raccolta di interviste dal titolo “Fotogrammi. Frammenti di cinema e dintorni” è stata pubblicata da “Il bene comune”.
Alcune pagine del libro:

Giovanni Paolo II - La vita a fumetti


La vita di Giovanni Paolo Secondo a Fumetti

1 giugno 2011

Alla ricerca dell’Atlantide dell’Adriatico, un prezioso reperto riemerge dalle profondità marine


Un’ancora, della mole di oltre 300 chili per 2 metri di lunghezza, è stata portata in superficie ieri dalle acque comprese tra Termoli e Petacciato (Molise) che per secoli l’avevano gelosamente custodita, a soli10 metri di profondità. In attesa di studi e analisi precise e rigorose, ne è stata comunque attribuita la datazione all’età romana.

Autori della scoperta un team d’eccezione, una equipe sui generis: i tecnici subacquei dell’Associazione Insieme nel Blu aderente al Nucleo della Protezione civile di Pescara, il nucleo dei sommozzatori dei Carabinieri di Bari, il Circolo Nautico Termoli e l’Assonautica Molise che hanno operato congiuntamente grazie ad un progetto dal nome evocativo “Atlantide, Salus in aquis: archeologia, acqua e storia da Saepinum – Altilia a Guardialfiera, da Buca a Tremiti” che ha coinvolto attivamente i giovanissimi studenti delle scuole medie di Sepino e Guardialfiera e di una classe del liceo classico di Termoli.

“E’ la traccia che la città sommersa esiste, ed è ora che le sia data la giusta attenzione”. Il riferimento immediato non può che rivolgersi a Buca, l’Atlantide dell’Adriatico, la città costiera scomparsa che affannosamente da decenni gli studiosi cercano di localizzare. La posizione di Buca non può essere facilmente dedotta neppure dalle fonti antiche, abbastanza nebulose e di difficile interpretazione al riguardo: Strabone (I sec. a. C.) la pone a sud di Ortona nell’estremo settore meridionale del territorio frentano al confine con Teanum Apulum, il che farebbe pensare ad una sua identificazione con Termoli. Ma in un altro punto del testo straboniano viene menzionata subito dopo Buca, più a sud, un altro insediamento costiero dal nome Ortoniòn, che per alcuni studiosi è un toponimo assimilabile ad Histonium, l’odierna Vasto. Buca viene citata anche da Plinio il Vecchio (I sec. d. C.) che, nella sua Naturalis Historia, la colloca tra Ortona e Vasto, ma Buca viene citata anche da Pomponio Mela…e la situazione si complica. Senza scendere in particolari, si sono susseguite nel tempo, e continuano a susseguirsi, infinite diatribe su come interpretare le fonti, su quale tra queste abbia più peso e rispecchi la realtà dei fatti, unite alle istanze campanilistiche di ogni centro abitato del tratto di costa interessato che vorrebbe fare di questa Atlantide parte del proprio territorio di pertinenza. L’unica cosa certa è che siamo ancora lontanissimi dal poter svelare l’arcano della esatta e precisa ubicazione di Buca: ovviamente non può un solo rinvenimento giustificarne o meno l’esistenza, ma resta comunque un elemento importante da tenere in considerazione, che sia da stimolo ai fini della prosecuzione delle ricerche archeologiche in questa area.

Un plauso va rivolto indubbiamente, non solo agli scopritori, ma anche agli ideatori e promotori di questo progetto, la cui funzione educativa e formativa nei confronti dei propri allievi ha raggiunto dei livelli di singolarità e innovazione straordinari. Quale miglior metodo per stimolare nei giovani la curiosità, l’amore per la conoscenza, se non rendendoli effettivamente partecipi in prima persona di un ampio progetto di ricerca che abbracci le più disparate discipline per concludersi con una vera e propria scoperta? Progetto Atlantide: quale nome più evocativo di questo, accattivante e denso di mistero, poteva essere scelto per l’avventura che i piccoli archeologi d’eccezione hanno vissuto?

Il nome Atlantide, che si riferisce alla leggendaria isola scomparsa che Platone colloca oltre le Colonne d’Ercole, svuotato del suo significato originario, è passato oggi ad indicare una qualsiasi civiltà perduta, reale o fantasiosa che sia, delle cui radici che affondano in un passato remoto si è persa quasi ogni traccia, se non quella che contribuisce ad animare la “fiammella” della nostra sete di conoscenza, di avventura, di mistero, di contatto con l’ignoto.

di Brunella MUTTILLO

La mappa dell'eolico selvaggio

Qualche giorno fa la direzione molisana del WWF Italia ha presentato un importante documento sull’eolico inoltrato alla Commissione europea dell’Unesco e a diversi ministri. Allegata al documento una mappa della nostra regione che rende conto della situazione delle pale eoliche. I puntini rossi evidenziano come alcune aree abbiano subito una vera e propria invasione di torri del vento. Si parte dalla zona a sud del basso Molise con Ururi e dintorni interessate. Si raggiunge, poi, passando per Santa Croce di Magliano, l’area del Fortore fino alle porte del capoluogo di regione. Continuando nell’ ipotetica parabola del vento che raccoglie tutto il sud della regione, si arriva su versante matesino fino a salire poi in Alto e Altissimo Molise. Una situazione preoccupante su cui si è già espresso il Tribunale Amministrativo regionale dicendo che il Molise ha abbondantemente superato la soglia voluta prevista dal protocollo di Kioto per le energie alternative. Nella cartina che stiamo analizzando è da evidenziare il fatto che gli imprenditori del vento in alcuni casi, come in basso Molise, abbiano accuratamente evitato i Siti di interesse comunitario, quelli in verde scuro. Altrove però questa stessa accortezza non è stata usata, si guardi ad esempio al Matese, in cui non solo si è scelto di installare pale eoliche alte decine di metri in zone Sic, ma anche in Zone a protezione speciale, quelle a strisce verdi per intenderci. Che sia il caso di bloccare i nuovi progetti? Prossimamente sarà interessante osservare la cartina del Molise con evidenziate le zone sottoposte a vincolo paesaggistico per capire fino in fondo se il tutto sia stato realizzato secondo i dettami della legge.

Soffierà in Molise il vento arancione?


Il Molise è l’unica Regione in cui si vota a Novembre, e probabilmente questo attirerà un’attenzione nazionale e assegnerà un valore simbolico al voto. Mentre in Italia vincono Pisapia, De Magistris, Zedda, noi saremmo anacronistici ad accettare nuovamente Iorio con le sue solite 15 liste di candidati!Occupiamoci però della nostra parte politica, perchè somigli di più a quella credibile e onesta che ha vinto in queste Amministrative.

Noi elettori del centrosinistra infatti vorremmo vedere anche in Molise la forza gentile di Milano, la legalità senza timori di Napoli, il coraggio giovane di Cagliari. La nostra Regione ha caratteristiche specifiche, un’economia prevalentemente agricola, poco dinamismo privato e un forte blocco di assistenzialismo, età media elevata e forte emigrazionesoprattutto tra i giovani, l’ombra della criminalità organizzata sull’ambiente, la presenza del voto di scambio clientelare: in un certo senso, i difetti peggiori di Napoli.

Ci sono però anche alcune note positive da cui ripartire: il nostro è un territorio ricco di risorse, che potrebbe diventare un esempio di buona amministrazione e sviluppare un propriomodello di riferimento virtuoso.
Sia i cittadini che i politici di centrosinistra possono fare molto. I cittadini, cercando di reagire alla tentazione della sfiducia e dell’indifferenza, potrebbero uscire dalle loro case, partecipare, interessarsi della difesa dei beni comuni, andare a votare per i referendum, scendere in piazza per il mare cristallino delle Tremiti, organizzarsi perfar sentire la propria voce.I politici di centrosinistra invece potrebbero organizzare subito una bella campagna per le primarie, girare per le città (poche) e per i paesi (tanti) del Molise e coinvolgere i cittadini in un’ampia partecipazione democratica, per sostenere poi compatti chi vince.

Non vogliamo più vedere incomprensibili personalismi (IDV da sola alle elezioni Provinciali perchè il candidato era indiscutibile?), o scelte fallimentari (PD al Comune di Termoli al 5% e con nessun consigliere eletto, essendo il suo candidato ora passato all’API), e soprattutto una finta opposizione, che manca nelle votazioni decisive e che spesso infatti vede passare i suoi esponenti dall’altra parte. (la lista Alternativ@ è pronta afarlo).

A questo, che ha portato a tante sconfitte negli ultimi anni, bisogna contrapporre anche una comunicazione diversa: Internet e il passaparola hanno aiutato Pisapia e potrebbero coinvolgere in una rete anche le tante persone che studiano o lavorano fuori, e che forse tornerebbero a partecipare e a votare, dopo anni di astensionismo rassegnato.Insomma, che le porte del Molise si spalanchino a questo vento di politica pulita. Potremmo trovarci anche noi, a Novembre, ad applaudire felici una bella piazza arancione!

Fonte: Primo Numero

Ancora un Commissario per la sanità molisana...


Il disastro della sanità molisana diventa sempre più evidente visto che si è dovuto procedere alla nomina di un commissario aggiunto, e siamo a 3 !
Mario Morlacco. Il big manager di Lucera, è stato nominato dal Ministro all’Economia Giulio Tremonti, nell’ambito del Consiglio dei Ministri, Sub Commissario Ministeriale per il rientro dal deficit della spesa sanitaria in Molise. Il 63enne super-esperto del settore ha diretto l’Agenzia Sanitaria Regionale della Puglia (Ares) tra il 2006 e il 2008. È stato indicato, per la prima volta, Sub Commissario alla Sanità lavorando nella Regione Lazio con le ultime due Giunte, la prima di centrosinistra co Piero Marrazzo e la seconda di centrodestra con Renata Polverini. Collaboratore, prima del Governatore regionale pugliese e oggi Ministro Raffaele Fitto, poi del suo successore Nichi Vendola, si affiancherà alla collega Isabella Mastrobuono. In precedenza, Morlacco, era risultato tra le trentatré persone idonee al ruolo di direttore generale delle Asl pugliesi. La Regione Puglia, infatti, aveva disposto una Commissione di Valutazione per esaminare i 192 aspiranti al ruolo, tra i quali sono emersi gli idonei, soltanto 6 dei quali provenienti dalla provincia di Foggia. In ottobre erano circolate diverse indiscrezioni che lo vedevano come la persona individuata per affrontare le problematiche sanitarie del Molise e quelle della Campania. Le conferme sono arrivate anche se a distanza di nove mesi dai primi rumors.